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“Sedum e Petrosedum” è una monografia dedicata alle appartenenti a due dei pochissimi generi di piante succulente presenti allo stato spontaneo nel nostro Paese.
La prima mai pubblicata finora.
Il libro è il risultato di anni di ricerche bibliografiche e di campo effettuate dall’autore. Le dettagliate descrizioni di specie, sottospecie e ibridi naturali sono affiancate da note sulla tassonomia, sulla biologia, sull’ecologia e sulla distribuzione. Immagini a colori di alta qualità si accompagnano al testo e lo completano.
Il libro rappresenta un valido strumento non solo per gli appassionati, ma per chiunque volesse imparare a conoscere e a riconoscere queste piccole Crassulacee, facilmente osservabili durante una passeggiata.

La pubblicazione sarà presentata alla Festa del Cactus dall’Autore Massimo Afferni la domenica mattina alle ore 12, nell’ambito delle attività programmate presso l’area Social Cactus. Copie della pubblicazione saranno disponibili all’acquisto negli stessi spazi, a cura dell’Autore stesso, per tutte le giornate della manifestazione.

 

Sedum e Petrosedum che nascono spontaneamente in Italia
Sedum e Petrosedum che nascono spontaneamente in ItaliaMassimo Afferni

Sedum e Petrosedum che nascono spontaneamente in Italia, Cactus&Co., 2016.

Lo scopo di questa breve monografia sui generi Sedum e Petrosedum che nascono spontanei in Italia è far conoscere, entrando il meno possibile negli aspetti tecnici squisitamente botanici e tassonomici, queste piccole succulente a coloro che amano le piante grasse potendone trovare svariate specie, sovente con una certa facilità, durante passeggiate o escursioni dal livello del mare sino in montagna anche oltre 2000 m.
Tra tutti i generi della famiglia delle Crassulaceae presenti spontaneamente in Europa (Europa geografica) senza dubbio quello dei Sedum è il genere che ha le specie più numerose. In tale vasto areale, comprese le sottospecie tassonomicamente ritenute valide, sono poco meno di 60. In Italia il loro numero supera la metà, 33.
In questo gruppo di Sedum europei non sono compresi, quindi, quelli della serie Macaronesia (ad es: Sedum lancerottense Murray a Lanzarote nell’arcipelago delle Canarie e Sedum fusiforme Lowe nell’isola portoghese di Madera), delle coste dell’Africa del Nord (ad es. Sedum multiceps Coss. & Durieu in Algeria e Sedum tuberosum Coss. & Letourn. in Tunisia), della Turchia asiatica (ad es: Sedum subulatum (C. A. Mey.) Boiss.), della Siria (ad es: Sedum steudelii Boiss.), del Libano e di Israele (ad es: Sedum laconicum subsp. pallidum ‘t Hart & R. C. Ham) e di Cipro (ad es: Sedum microstachyum (Kotschy) Boiss.).
Alcune specie di Sedum sono conosciuti sin dall’inizio della botanica moderna (XV e XVI secolo) anche se venivano considerati e chiamati Sempervivum, altro importante genere della famiglia delle Crassulaceae presenti in Europa.
Nella seconda metà del secolo scorso la suddivisione tassonomica del genere Sedum per le specie europee, grazie al lavoro effettuato dal compianto botanico ‘t Hart (2003), è stata elaborata in ben 27 raggruppamenti chiamati Serie (ad es: serie Acria A. Berger per Sedum acre L. o serie Sedella (Fourr.) ‘t Hart per Sedum atratum L. e Sedum brevifolium DC.) ritenendo oramai superata quella tra Sedum annuali e perenni [vedasi ad es: Pignatti (1982)] o l’altra tra Sedum a fiore bianco e giallo (a loro volta divisi in kyphocarpici ed orthocarpici) indicata da altri autori [vedasi ad es: Stephenson (1994)]. Negli ultimi decenni del XX secolo il genere Sedum era costituito da molte più specie di quelle che lo compongono attualmente. Studi botanici sempre più raffinati, compresi quelli genetici, hanno portato allo spostamento di alcuni gruppi in nuovi generi.
Ad esempio molti Sedum a foglia spatolata come Sedum maximum L., Sedum anacampseros L., ecc., essendo stato istituito il genere Hylotelephium L., sono stati ricombinati in Hylotelephium maximum (L.) Holub, Hylotelephium anacampseros (L.) H. Ohba, ecc., mentre Sedum stellatum L. è stato inserito nel genere Phedimus (L.) Raf. e quindi ha assunto il nome Phedimus stellatus (L.) Raf., come pure infine Sedum rosea (L.) Scop. che è stato introdotto nel genere Rhodiola L. con il nome di Rhodiola rosea L..
Anche una delle 27 serie, la serie Rupestria A. Berger, comprendente Sedum rupestre L., Sedum sediforme Uacq.) Pau, ecc., è stata spostata in un genere a se stante chiamato Petrosedum Grulich, anch’esso oggetto del presente lavoro.
Alcune specie o sottospecie sono assai rare e con habitat estremamente ristretto e particolare come ad esempio Sedum aetnense Tineo presente solo in Sicilia sull’Etna nei pressi di Nicolosi e Sedum annuum subsp. gussonei Brullo e Spamp. rinvenuto solamente in Calabria, nell’Aspromonte, a Serro Luncari presso Montalto.
Il genere Sedum è presente anche in Asia sino al Giappone (ad es. Sedum zentaro­ tashiroi Makino) in America del Nord (ad es: Sedum hintonii R. T. Clausen) e del Sud (ad es: Sedum andinum Ball) e, in Africa (ad es: Sedum ruwenzoriense Baker f.).
Per facilitare la comprensione dei termini botanici, indispensabili per la descrizione dei Sedum e Petrosedum, è stato provveduto a redigere un Glossario, insieme a un’ampia Bibliografia di testi ed articoli pubblicati su riviste, per coloro che fossero interessati ad approfondire aspetti botanici, tassonomici, credenze popolari ed uso nella medicina tradizionale e popolare dei due generi.

L’autore

MASSIMO AFFERNI è nato a Firenze il 1° luglio 1945, città ove risiede.
È ingegnere, pensionato.
Dal 1989 è appassionato di piante succulente specialmente di Cactaceae e Crassulaceae: su di esse ha scritto molti articoli in riviste italiane e straniere nonché un libro intitolato “La geometria e la matematica della forma dei Cacti”.
Una delle sue grandi passioni sono i Sedum, in particolare quelli che crescono spontanei in Italia e in Europa. Ciò lo ha portato, grazie anche a numerose osservazioni in habitat, alla stesura della presente monografia.

Cactus&Co. – Sedum e Petrosedum